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Desenzano

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L’età della Polada. La Polada è una località posta a circa due chilometri ad est di Lonato. È una conca inframorenica che un tempo ospitava un piccolo laghetto. Nella seconda metà del 1800 questo laghetto venne bonificato per il recupero della torba e in quell’occasione vennero alla luce numerosissimi ed importanti reperti preistorici raccolti meticolosamente, a partire dal 1872, dal desenzanese dott. Giovanni Rambotti. Nel 1889 tutta la collezione del Rambotti venne acquistata dal Museo Preistorico Etnografico “Pigorini” di Roma, ove tuttora il materiale si trova.

Lo studio di tale materiale nel 1939 portò la studiosa Pia Laviosa Zambotti a definire col nome di “Cultura di Polada” l’orizzonte culturale riferibile all’Età del Bronzo Antico, riconoscibile in tutto il nord Italia e con particolare sviluppo proprio nella regione benacense.

Dall’esame del materiale si è giunti ad una generica datazione del materiale, datato a partire dal 2200-2000 a.C. per giungere al 1500 a.C. Il materiale raccolto va dai manufatti in pietra (cuspidi, lame, elementi di falcetto, asce, pestelli, lisciatoi, fusaiole), ai manufatti in osso (pugnali, zappette, spilloni, punteruoli, spatole, bottoni, anelli, aghi), in legno (falcetti, spatole, palette, recipienti, nonché strutture dell’abitato), in terracotta (poculi monoansati, boccali a tronco di cono, anfore a doppia ansa, scodelle, fusaiole, tutti di impasto grossolano) ed in bronzo (due asce ed un pugnale).

Di particolare interesse sono il ritrovamento di un frammento di pane di forma ovoidale e di una piroga monossila lunga oltre 7 metri.
I manufatti in osso hanno permesso di ricostruire, almeno in parte, la fauna presente all’epoca, che comprendeva buoi, cani, capre, caprioli, cavalli, cervi, cinghiali, gatti, maiali, pecore ed anche orsi. La vegetazione era caratterizzata dalla presenza di querce, ontani, aceri, tassi, cornioli, olmi e altre varietà.

Dalle poche ricognizioni effettuate alla Polada in questo secolo, si può presumere che l’ampiezza del villaggio, costituito da un impalcato aereo posto ai margini orientali del laghetto in corrispondenza di una “penisola”, avesse dimensioni di circa 60 x 20 m, dotato probabilmente di una passerella che collegava il piano dell’impalcato con la terraferma. Proprio per la scarsità di interventi di scavo in questo importante sito archeologico non è possibile, ad oggi, avere dati sufficientemente precisi sulle caratteristiche e sulla storia di questo insediamento la cui stratigrafia è stata peraltro sconvolta durante i lavori di estrazione della torba.

Qui fu rinvenuto nel 1978 l’aratro in legno, datato 2000 a.C. e ritenuto il più antico reperto di questo genere.

Storia recente. In epoca romana Desenzano fu ricercato soggiorno di ricchi. Pare anzi che dal nome di un nobile romano, un certo «Decentium», sia derivata l’attuale denominazione del centro. V’è però anche un’etimologia di origine popolare: poiché il borgo si distende lungo il declivio collinare, il toponimo viene collegato con discesa. Teatro di una vittoria sui Goti (269), fu invasa dagli Ungheri e donata nell’879 da Carlo Magno ai monaci di San Zeno di Verona.

Conobbe un periodo di splendore come feudo del conte Ugone e passò, nel 1426, sotto la Repubblica di Venezia. Quando Venezia cadde ad opera di Napoleone, fu aggregata a Brescia, della cui provincia fa parte tuttora. Il periodo veneto ebbe grande importanza per lo sviluppo di Desenzano che, con lo storico mercato del martedì, reputato uno dei più famosi d’Italia, acquistò rinomanza e ricchezza. Già nel secolo XVI, infatti, proprio grazie al mercato cominciò ad assumere le caratteristiche di luogo di residenza per mercanti e commercianti, tant’è che Silvano Cattaneo scriveva: “… vi sono assai osterie comodissime, atte ad albergar ciascuna da per sé qualunque gran principe”. Caratteristiche che Desenzano ha conservato nel tempo.

Scopi principali del mercato desenzanese erano la vendita dei prodotti locali (vino, olio, agrumi e pesce) e l’approvvigionamento di granaglie per la popolazione della riviera gardesana e dei territori trentini e tirolesi. Il mercato delle granaglie cambiò piazza allorché fu inaugurata la ferrovia Verona-Trento nel 1850; successivamente, il trasporto su strada pose fine alla secolare tradizione mercantile.

Ogni martedì a Desenzano si allestisce ancora un mercato molto importante e frequentato. Il giorno della settimana non è cambiato rispetto al lontano passato, ma merci e folla di compratori sono del tutto mutati: non vi sono più barcaioli, facchini, mercanti austriaci in stiffelius e cappello a cilindro, contadini intabarrati, ma una folla compatta di turisti, tedeschi a caccia di scarpe e capi in pelle a basso prezzo (che forse ormai vengono dalla Cina), mariti scocciati, bambini urlanti, signore che si gettano sulle bancarelle di scampoli ed anziane “siure” locali che fanno acquisti di generi alimentari.

Salò

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Salò (Salò in dialetto bresciano[1]) è un comune italiano di 10.316 abitanti[2] della provincia di Brescia in Lombardia.

Fondazione romana, tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 Salò fu sede di alcuni ministeri della Repubblica Sociale Italiana (detta per questo Repubblica di Salò).
Indice
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1 Geografia
1.1 Clima
2 Storia
2.1 Epoca Romana
2.2 Magnifica Patria
2.3 Dagli Asburgo al Regno d'Italia
2.4 La Repubblica Sociale Italiana
2.5 Dal dopoguerra al nuovo millennio
3 Monumenti e luoghi d'interesse
3.1 Architetture religiose
3.2 Architetture civili
3.3 Aree naturali
4 Società
4.1 Evoluzione Demografica
4.2 Istituzione, enti e associazioni
5 Cultura
5.1 Biblioteche
5.2 Ricerca
5.3 Scuole
5.4 Musei
5.5 Media
5.5.1 Stampa
5.5.2 Cinema
5.6 Personalità legate a Salò
5.7 Eventi
6 Economia
6.1 Agricoltura
6.2 Industria
6.3 Servizi
6.4 Turismo
7 Amministrazione
8 Sport
9 Galleria fotografica
10 Note
11 Bibliografia
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni

Geografia

Il Comune di Salò, che si affaccia sull'omonimo golfo del lago di Garda, è racchiuso a ovest e a sud dai Colli Morenici e a nord dal Monte San Bartolomeo. La frazione di Barbarano è l'unica posta al di fuori del golfo, ma questa si estende sulla costa, ai piedi del monte, verso nord, confinando con Gardone Riviera.

La città è posta sull'area sismotettonica “benacense” e pertanto è a rischio sismico. Dei terremoti storici vengono normalmente ricordati quello del 1901 e l'ultimo del 24 novembre 2004 entrambi classificabili con l'VIII grado della scala Mercalli.[3]

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta).[4]

Clima
Exquisite-kfind.png     Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Salò.

Il clima è di tipo mediterraneo, grazie alla mitigazione del Lago e dalla presenza del Boaren, vento che discende dalla Valle Sabbia.
Salò     Mesi     Stagioni     Anno
Gen     Feb     Mar     Apr     Mag     Giu     Lug     Ago     Set     Ott     Nov     Dic     Inv     Pri     Est     Aut
T. max. media (°C)     6,3     8,2     12,4     16,8     21,5     26,0     28,5     27,4     23,5     17,5     11,1     7,2     7,2     16,9     27,3     17,4     17,2
T. min. media (°C)     1,0     2,2     5,3     8,6     12,4     16,2     18,6     18,3     15,6     10,8     5,8     1,8     1,7     8,8     17,7     10,7     9,7
Precipitazioni (mm)     77     67     86     86     106     95     90     115     89     120     106     68     212     278     300     315     1.105
Giorni di pioggia (≥ 1 mm)     7     6     8     9     11     10     7     8     6     8     9     6     19     28     25     23     95
Eliofania assoluta (ore al giorno)     3,1     3,9     4,5     5,5     6,9     8,0     9,1     8,2     6,3     4,7     3,3     3,1     3,4     5,6     8,4     4,8     5,6

Classificazione climatica: zona E, 2265 GG

Storia

Il nome Salò non ha una derivazione chiara. Alcune fonti lo fanno risalire al nome di una regina etrusca, Salodia; altre lo collegano ad un lucumone di nome Saloo; altre ancora al termine latino Salodium, che indicava le sale e le stanze di cui erano ricche le ville a lago di epoca romana.

Una spiegazione valida sembra essere quella che fa risalire il nome di Salò al fatto che la città era, anche nell'antichità, la capitale economica della zona, dove veniva depositata una risorsa importantissima come il sale. Già infatti nei tempi antichi era collegata al mare Adriatico attraverso i fiumi Mincio e Po. Il sale marino poteva quindi agevolmente risalire via nave fino a Salò.
Epoca Romana

La fondazione romana si sovrappose ad alcuni insediamenti preesistenti, verosimilmente di epoca neolitica. Nella zona nord-occidentale di Salò (zona Lugone, ora via Sant'Jago), fu rinvenuta una necropoli romana e, negli anni settanta del XX secolo, fu condotta un'accurata campagna di scavi che portò alla scoperta di diverse tombe ed al rinvenimento di vario materiale tra cui un'anfora ora esposta al museo archeologico di Milano. Sembra che di questa piccola anfora, che riporta impresse scene di caccia, esista un'altra copia in Spagna.
Magnifica Patria
Exquisite-kfind.png     Per approfondire, vedi la voce Riviera di Salò.

Il 4 novembre del 1334 trentaquattro comunità della riviera gardesana e di parte della Val Sabbia si riunirono nella Riperia Lacus Gardae Brixiensis, una sorta di federazione con capoluogo Maderno ed a capo un podestà. Per rimanere autonoma sia da Brescia sia da Verona la federazione si diede alla Repubblica di Venezia, che mandò alla Riperia un Provveditore. La zona all'epoca era però obbiettivamente lontana dal territorio metropolitano della Serenissima, e nel 1350 Salò e la Riviera caddero nelle mani dei Visconti.

Nel 1362 Salò resistette all'assedio da parte delle truppe scaligere ed il valore dei cittadini, unito alla grande accoglienza per Beatrice Visconti, fece sì la cittadina diventasse capoluogo al posto di Maderno. Con la salita al potere di Gian Galeazzo Visconti Maderno tornò brevemente ad essere la capitale, per poi perdere definitivamente il titolo durante la stesura degli statuti. Alla morte del duca Gian Galeazzo i rappresentanti di Salò e della Riviera occuparono il quinto posto nella processione funebre, ben più avanti di città quali Brescia o Verona.

Nel 1428 Salò e la Riviera tornarono ad essere dominio della Serenissima, per motu proprio delle comunità che abbandonarono i Visconti poco prima dell'assedio di Brescia. Nei successivi anni la Riviera si schierò invece più volte a favore dei Visconti, mentre Brescia rimase fedele a Venezia; quest'ultima pose di conseguenza la Riviera nella giurisdizione di Brescia. Solo nel 1443 la Riviera riuscì a sganciarsi, almeno parzialmente, da Brescia e poté nuovamente accogliere sul Garda il Capitano della Riviera e Provveditore di Salò mandato dal Senato veneziano. Durante questi anni Venezia elargì alla Patria il titolo di Magnifica e di Figlia primogenita della Serenissima, insieme ad innumerevoli autonomie, tale da renderla quasi uno stato a se stante.

Con la guerra della Lega di Cambrai la Magnifica Patria fu conquistata da francesi e spagnoli, mal voluti dalla popolazione; tornò poi ad innalzare le bandiere di San Marco. Dalla Riviera partì il 23 aprile 1570 una nave di armigeri per combattere contro la flotta turca, facendosi onore durante la battaglia di Lepanto. Nel 1580 il futuro santo Carlo Borromeo arrivò in visita pastorale a Salò, dirimendo questioni e fondando un monte di Pietà spirituale per pagare degli insegnanti che educassero i giovinetti e i fanciulli poveri di Salò.

Con l'arrivo di Napoleone a Salò il 17 agosto del 1796 iniziò la fine della Magnifica Patria. Il 25 marzo dei messaggeri da Brescia, insorta contro Venezia, portarono l'annuncio della rivoluzione; i Salodiani in principio accolsero la notizia; allontanatisi i Bresciani, decisero invece di rimanere fedeli alla Serenissima, dando inizio ad una contro-rivoluzione, l'unica ufficialmente appoggiata da Venezia.

Le truppe Bresciane e Bergamasche che attaccarono il Golfo furono respinte e arrestate. Il mattino successivo, la città di Salò fu costretta ad arrendersi ai francesi, che le tolsero il titolo di capitale e l'indipendenza da Brescia. Con il trattato di Campoformio la Magnifica Patria passò sotto il controllo asburgico insieme al resto dell'ex-stato veneziano.
Dagli Asburgo al Regno d'Italia

Terminate le guerre di restaurazione tra il regno d'Italia napoleonico e il regno asburgico, culminati sul territorio con la battaglia di Salò del 16 febbraio 1814, gli austriaci entrarono a Salò dove vennero accolti in pompa magna. Salò si rivelò subito filo-austriaca, con alzabandiera e Messe in Duomo, nel tentativo di recuperare almeno parte dei privilegi perduti con la fine della Serenissima. Tali tentativi rimarranno vani, visto che il 5 aprile 1815 la cittadina entra a far parte della "Imperial Regia Delegazione di Brescia" e divenne capoluogo del XIV Distretto comprendente 25 comuni.

Fu istituito il Commissario distrettuale, soppresso il Tribunale giudiziario e istituita una Pretura di II classe. L'equiparazione con Gargnano, Preseglie, Vestone e Lonato furono vissuti come un affronto alla centralità e alla superiorità politica di Salò sulla Riviera. Il comune di Caccavero (oggi frazione di Salò con il nome di Campoverde) fu nuovamente istituito dopo la sua soppressione e aggregazione alla città durante la dominazione napoleonica. aggrava tale situazione. Vano fu il tentativo di fondare la Provincia di Salò, osteggiato da Brescia.

Durante l'occupazione austriaca a Salò nacque la Società del Casino, che si occupò di propaganda anti-imperiale.

In questo periodo la vita sociale e culturale non si fermò, anzi acquistò sempre più forza. Nell'agosto del 1814 fu istituita la società Filarmonica, riconosciuta come banda musicale dal Governo Lombardo Veneto nel 1823, ed attiva ancora oggi. Nel 1824 nacque una Scuola Pubblica di strumenti ad arco e nel 1838 si istituì una "sala di istruzione per le esercitazioni del contrabbasso e del violoncello". Nello stesso anno nacque anche l'Associazione di San Francesco di Sales. L'Ateneo e le scuole continuarono la loro attività diventando noti anche fuori provincia. Nel 1826 aprì il nuovo Ospedale Civile, mentre nel 1851 giunse un primo nucleo di suore della congregazione delle Ancelle della Carità, guidate dalla stessa fondatrice Maria Crocifissa Di Rosa. Nel 1858 nacque la Società di Mutuo Soccorso, la prima della provincia, che vinse nel 1867 la medaglia d'argento all'Esposizione universale di Parigi del 1867.

Durante i moti risorgimentali del 1848 Salò fu ripetutamente colpita da combattimenti.

Il 17 giugno 1859 Nino Bixio entrò trionfante a Salò e il giorno successivo lo raggiunse anche Giuseppe Garibaldi. Durante la battaglia di San Martino Salò fu invasa dai feriti e divenne un grande ospedale da campo. L'11 luglio 1859, con l'armistizio di Villafranca, Salò entrò con il resto della Lombardia a far parte del Regno di Sardegna e ne seguì l'evoluzione nel Regno d'Italia.

Nell'Italia unita, Salò divenne capoluogo dell'omonimo circondario e il 15 dicembre 1860 acquisì il titolo di città. Fu pertanto sede di Sottoprefettura e del Tribunale Collegiale giudiziario da cui dipendevano le cinque Preture del circondario. Il censimento del 1861 registrò a Salò la cifra di 5316 abitanti.

Il 30 ottobre 1901 la città fu colpita da un forte terremoto che rese inagibili gran parte degli edifici pubblici e parte di quelli privati. Iniziò quindi il periodo dei grandi cantieri che cambiarono il volto dalla città, tra i quali troviamo: la creazione del Lungolago, la riedificazione di parte del palazzo comunale, la Scala Santa, la via Tavine e via dei Colli, la creazione di piazza Sant'Antonio (sventrando il quartiere omonimo), l'abbattimento delle vecchie carceri e la costruzione del nuovo, la piazza antistante l'ospedale, le nuove chiese di Villa, San Bernardino e Serniga e la costruzione delle scuole in via Gasparo. I lavori furono rallentati a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale.
La Repubblica Sociale Italiana
Exquisite-kfind.png     Per approfondire, vedi la voce Repubblica Sociale Italiana.

Nell'ottobre 1943 fu fondata tra Salò e Gargnano la Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come Repubblica di Salò. La presenza, nella cittadina lombarda, del Ministero degli esteri, delle cabine per i giornalisti e del servizio traduzioni comunicati esteri, che emettevano tutti i comunicati ufficiali della Repubblica, fece sì che quest'ultima sia conosciuta con il nome della città, anche se la capitale rimaneva ufficialmente Roma.

La scelta di portare i principali ministeri sulla riva benacense fu in primis dovuta alla vicinanza con la Germania (che all'epoca comprendeva direttamente nel Tirolo tutto l'attuale Trentino-Alto Adige ed arrivava fino al comune di Limone), favorendo il controllo nazista dello stato-fantoccio di Mussolini, e rendendo difficile invece a quest'ultimo, vista la decentralizzazione rispetto al teatro di tutte le vicende economiche e militari, l'effettivo esercizio del potere. In secondo luogo la zona era scarsamente interessata dall'attività partigiana (tale fenomeno rimase limitato anche in seguito, per la presenza della RSI) ed era al di fuori dalle aree industriali del nord d'Italia, pesantemente bombardate dall'aviazione alleata.

Il ministero degli esteri occupò villa Simonini (oggi hotel Laurin), come sede ufficiale, e l'albergo Barbarano per i dipendenti e la mensa. Tale ministero era presieduto ufficialmente dallo stesso Mussolini, la cui residenza era però villa Feltrinelli a Gargnano, e raramente ne usciva.

Il secondo ministero effettivamente dislocato a Salò era il Ministero della cultura popolare (MINCULPOP), la cui divisione Spettacolo occupò villa Amadei ed il palazzo della Croce Rossa Italiana. Per quanto riguarda i media, a villa ex Angelini erano presenti le cabine telefoniche riservate ai giornalisti, mentre l'Agenzia Stefani, agenzia di stampa della propaganda fascista, si trovava nell'edificio della scuola elementare; presidente era il senatore Luigi Barbini e segretario Ernesto Daquanno. Detta agenzia era in collegamento con il palazzo del Capitano-Rettore Veneto (all'interno dell'attuale municipio), sede dell'ufficio interpreti per la traduzione dei comunicati esteri.

A Salò erano presenti anche le forze di polizie e militari: nel liceo scientifico si trovavano un reparto della Muti e uno della Xª Flottiglia MAS al comando di Junio Valerio Borghese, nella casa del Fascio (oggi bar Italia) stazionavano le guardie di Mussolini, agli ordini del console della milizia Albonetti. In piazza Vittorio Emanuele, allora piazza Ettore Muti (eroe della prima guerra mondiale e seguace di D'Annunzio nell'impresa di Fiume), l'ex palazzo Castagna, ora sede della banca Valsabbina, ospitava il comando del Corpo di Polizia Repubblicana, il cui capo era Tullio Tamburini.

Nell'ex collegio civico, in via Brunati, c'era il comando della Guardia Nazionale Repubblicana che aveva sostituito la soppressa arma dei carabinieri; il comando era affidato a Renato Ricci. Altri ufficiali si trovavano presso l'ex caserma dei carabinieri, mentre l'oratorio maschile era a disposizione di un raggruppamento delle Brigate Nere. Infine il teatro comunale veniva utilizzato, oltre che per spettacoli di valore artistico, anche per convegni e assemblee politiche.

Poche furono le visite di Mussolini a Salò; una sola ufficiale, per rendere omaggio alla salma di Serafino Mazzolini, sottosegretario agli Esteri, deceduto nella villa Portesina di Salò il 23 febbraio 1945.

Durante la ritirata, il 29 aprile 1945, i tedeschi fecero esplodere delle bombe che colpirono l'intera famiglia di un funzionario del Ministero degli Esteri, Arduino Arduini. Per quanto riguarda la Resistenza, essa non fece grandi azioni sul territorio comunale, ma l'unico atto degno di nota è la fuga di un capo-partigiano dall'ospedale civile, con sparatoria in cui morirono due fascisti, organizzata dal gruppo partigiani della zona.
Dal dopoguerra al nuovo millennio

Negli anni sessanta Salò riscoprì la sua vocazione turistica, aiutata da grandi manifestazioni sportive, quali:

Dal 1961 al 1966 sulle strade cittadine si disputò il Circuito del Garda, corsa automobilistica, riservata alle Formula 1, Formula 2, Formula Junior e GT Abarth. Corsa già svoltasi dal 1921 al 1927 e dal 1948 al 1950.
Nel 1962 la città ospitò il Campionato del mondo di ciclismo su strada.
Nel 1971 fu sede di arrivo di tappa del 54º Giro d'Italia. Cronometro, con arrivo in località Serniga, vinta da Davide Boifava.
Nel 2001 fu nuovamente sede di arrivo di tappa del 84º Giro d'Italia. Cronometro vinta da Dario Frigo.
Nel 2007 il golfo di Salò ha ospitato il Campionato Europeo Asso99.

In data 24 novembre 2004 l'intero territorio comunale è stato colpita da un forte terremoto dell'VIII grado della scala Mercalli. I danni agli edifici pubblici e privati sono stati rilevanti. Circa 1000 persone sono state sfollate e la metà degli edifici pubblici sono risultati inagibili (tra cui il palazzo municipale e la sede del liceo "Enrico Fermi"). A differenza del 1901 non ci sono state grandi variazioni urbanistiche, l'unica degna di note è lo spostamento del liceo nella nuova sede già in costruzione, lasciando i locali a disposizione degli uffici comunali (Ufficio Anagrafe e Polizia Locale) e di altri enti o associazioni (Guardia costiera e ANA). Inoltre ha anche accelerato la dismissione di parte dei reparti ospedalieri in funzione nel vecchio ospedale di Salò.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose

Il duomo di Salò, dedicato a santa Maria Annunziata, rappresenta l'opera di maggior pregio architettonico. Al suo interno custodisce tele del Romanino, del Moretto, di Zenone Veronese e di Paolo Veneziano. Antonio Vassilacchi detto l'Aliense, vi eseguì diversi affreschi. Progettato da Filippo delle Vacche in tardo stile gotico, ma mai concluso, infatti la facciata rimane ancora incompleta, tuttavia dal 1509 è abbellita dal portale marmoreo del Tamagnino.

Il cimitero monumentale, costruito sulla riva opposta del golfo, sul progetto di Rodolfo Vantini.

Architetture civili

Il palazzo del podestà era la sede del consiglio della Magnifica Patria, ora sede del comune. Parte dell'edificio è una ricostruzione successiva al 1901, anno in cui un tremendo sisma mise in ginocchio la città.
Il palazzo Fantoni del XV secolo ospita l'Ateneo di Salò, ente derivato dell'antica accademia degli unanimi
Il teatro civico, ora in ristrutturazione a seguito di una lunga fase di abbandono.
Il palazzo Martinengo a Barbarano fu costruito su incarico del marchese Sforza Pallavicino capitano della Repubblica di Venezia. Possiede un grande parco con stupende fontane. Il palazzo è proprietà privata, quindi non visitabile.
Il lazzaretto di San Rocco realizzato a seguito di una parte del Consiglio Generale datata 7 giugno 1484

Aree naturali

Il Comune di Salò è il più densamente popolato del parco Alto Garda Bresciano, di rilevanza regionale. Il colle San Bartolomeo, che sovrasta la città, è attraversato da sentieri naturalistici e paesaggistici fino alla sua vetta.
Società
Evoluzione Demografica

Abitanti censiti
Istituzione, enti e associazioni

A Salò è presente la sede distaccata del Tribunale di Brescia, il Giudice di Pace, l'Agenzia delle Entrate e dell'ufficio Misto del Registro e Conservatoria, il Comando della Compagnia dei Carabinieri con competenza su 40 comuni, il Comando di Compagnia della Guardia di Finanza e il Comparto di Polizia Stradale.

Sono inoltre presenti gli uffici pubblici di rilevanza sovra-comunale: il Corpo forestale dello Stato, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco (sezione distaccata), la "Sezione Circoscrizionale per l'impiego" con giurisdizione e il Consorzio BIM, entrambi con competenza territoriale sui 12 comuni. Infine ha sede nel territorio comunale il "Consorzio per la gestione del demanio della sponda bresciana del Lago di Garda e del Lago d'Idro", con competenza territoriale su tutti i 17 comuni rivieraschi bresciani dei due laghi.

Nasce e ha la sede principale l'associazione Volontari del Garda, eretta ad Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica del 03/11/1987, in seguito ONLUS. Dal 14 aprile 2003 effettuano il Soccorso Tecnico Urgente coordinati dai VV.F., tale convenzione fu la prima ad essere stipulata in Italia.[5]
Cultura
Biblioteche

Oltre alla biblioteca comunale, sul territorio comunale ha sede anche la biblioteca dell'Ateneo di Salò [6] contenente 25.000 volumi, manoscritti del Duecento incunaboli, codici e documenti della Magnifica Patria stampati nei primi anni del ‘500.
Ricerca

L'Ateneo di Salò, discendente diretto dell'Accademia degli Unanimi del 1564, svolge le sue attività in due settori: uno interno, di tipo museale, che cura la biblioteca, raccoglie e mette a disposizione per la consultazione di pubblicazioni di carattere storico di interesse locale ed uno esterno per promuovere incontri artistici, letterari e scientifici relativi alla zona benacense.

Il Centro Studi e Documentazione sul periodo storico della RSI, presieduto dal prof. Roberto Chiarini, è stato costituito nell'anno 2004 da Regione Lombardia, Provincia di Brescia e Comune di Salò.

La Salodiana Associazione Astrofili è nata nel 1980 e gestisce l'osservatorio astronomico di Cima Rest. Harvard ha riconosciuto l'asteroide G Q 51, orbitante tra Marte e Giove, e la paternità della scoperta alla suddetta associazione.

L'Osservatorio Meteorologico e Stazione Sismica Pio Bettoni è uno degli osservatori storici europei, visto che ha svolto la sua attività ininterrottamente dal 1877. Conserva al suo interno strumenti antichi, che presto verranno esposti in un museo.
Scuole

La città di Salò è un polo culturale e scolastico per parte della sponda bresciana del Garda e per la Valle Sabbia. Sul territorio sono presenti due scuole elementari (una statale e una paritaria), due scuole medie (una statale, e una paritaria), un Istituto Tecnico Commerciale per Geometri e due licei, uno statale (Linguistico, Classico, Sociale e Scientifico) e uno paritario (Spettacolo, sportivo, tecnologico e linguistico).La popolazione scolastica è composta da 301 iscritti alla scuola dell'infanzia, 534 iscritti alla scuola primaria e 427 iscritti alla scuola secondaria di primo grado. In queste scuole la presenza di ragazzi del comune di Salò è sensibilmente maggiore. Gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado sono 2.266, di cui quasi 2000 provenienti da altri comuni.[7]
Musei

Oltre al costruendo museo della città, a Salò sono presenti il museo del Nastro Azzurro, fondazione che raccoglie cimeli, fotografie e documenti dei decorati al valore militare dal 1793 fino ai giorni nostri senza alcuna distinzione ideologica, e il museo archeologico A. M. Mucchi, entrambi ospitati nel palazzo Coen.
Media
Stampa

A Salò ha sede la redazione della rivista tecnica Editrice Trasporti su Rotaie.
Cinema

In località Campoverde ha sede l'ex-studio Onda, dove furono girati numerosi Caroselli e vari documentari. È ora sede di museo.
Famoso è il film di Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma ambientato durante il periodo dell'RSI, ma non a Salò.
Personalità legate a Salò

Pietro da Salò, scultore, nasce nel XVI secolo. Apprende dal padre Domenico le prime nozioni dell'arte. Esegue gli intagli sugli amboni che ornano l'accesso della gradinata che porta al presbiterio del Duomo. A 20 anni si trasferisce a Venezia e vi rimane come abilissimo autore di decorazioni. Qui incontra il Sansovino, dal quale apprende l'arte statuaria. Nella Serenissima, sue sono alcune sculture che adornano il balcone del Palazzo Ducale. Sculture anche nella piazza di Murano e sua è la statua del monumento eretto nel 1545 a Pietro Landi sulla porta della basilica di San Giorgio. Adorna la facciata dell'antica libreria San Marco, ora parte del Palazzo Reale. All'esterno della basilica di San Marco e in piazza dell'Erberia il "Gobbo di Rialto".

Giovanni Andrea Bertanza, pittore attivo a Salò tra il XVI e XVII secolo.

San Carlo Borromeo (Arona, 2 ottobre 1538 – Milano, 3 novembre 1584) , patrono di Salò (4 novembre), arrivò a Salò a dorso di mulo il 24 luglio 1580 quale legato e visitatore apostolico alla Riviera; qui rimase fino al 7 agosto. A Salò dettò statuti, introdusse riforme, tolse abusi, bandì superstizioni, troncò ire, corresse i costumi e ripristinò la disciplina del clero. Fu elevato agli onori degli altari nel 1610 da papa Paolo V e fu eletto protettore di Salò il 16 novembre 1611 dal Consiglio Generale della Magnifica Patria. Il 1º maggio del 1619 vennero portate a Salò, donate dal cardinale Federico, le reliquie del Santo, consistenti in un manipolo e due pezzuole di spugna imbevute del suo sangue. L'autografo di donazione è conservato nella canonica di Salò, datata: Milano 1º aprile 1619. L'accademia di musica di Salò è intititolata a suo nome [8]

Gasparo da Salò (Salò, 20 maggio 1540 – Brescia, 14 aprile 1609) è stato un liutaio e contrabbassista italiano. Secondo gli storici è uno dei possibili padri del violino.

Sebastiano Paride Lodron (Salò, 1572 – Trento, 1611) è stato un condottiero e ecclesiastico italiano, esponente della nobiltà trentina.

Carlo Pallavicino (Salò, 1640 ca. – Dresda, 29 gennaio 1688) è stato un compositore italiano. Compose 22 opere tra cui la Gerusalemme liberata tratta dall'omonimo poeta del Tasso

Ferdinando Bertoni (Salò, 15 giugno 1725 - Desenzano, 1º febbraio 1813) compose 52 opere e fu maestro di cappella San Marco.

Giuseppe Brunati (Salò, 4 giugno 1794 - Puegnago sul Garda, 27 novembre 1855) è uno studioso attento e un letterato bresciano. Insegnante di lingue orientali, dimostra una vasta erudizione. Diventa sacerdote nel settembre del 1820. Professore di ermeneutica ed ebraico per sei anni al Seminario di Brescia. Entra in contatto con Rosmini e decide di diventare gesuita predicatore a Novara ed a Torino. A Roma, nel 1832, insegna nel collegio gesuita kircheriano, dedicandosi allo studio dell'archeologia e della etnografia. Dopo un esaurimento nervoso lascia la Compagnia di Gesù e si dedica a molti viaggi a scopo di studio. Grandemente erudito e vera mente vulcanica, è uno studioso puntiglioso che pubblica numerosissime opere.

Giuseppe Zanardelli (Brescia, 26 ottobre 1826 – Maderno, 26 dicembre 1903) non nacque a Salò ma ebbe ottimi rapporti con la cittadina dove spesso veniva a far visita ad alcuni carissimi amici. Laureato in giurisprudenza, giornalista, avvocato, segretario della Camera di Commercio di Brescia e primo Presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati della provincia. Fu presente in tutte le legislature del regno d'Italia fino alla morte. Più volte ministro negli anni 1870-80, come titolare del dicastero di Grazia e Giustizia, preparò il nuovo codice penale ed il codice di commercio. Presidente della Camera e del Consiglio dei ministri dal 15 febbraio 1901 al 29 ottobre 1903, periodo in cui si adoperò per la realizzazione del lungolago di Salò. La sua predilezione per questa città fu premiata con il conferimento della cittadinanza onoraria nel 1902.

Marco Enrico Bossi (Salò, 25 aprile 1861 – Oceano Atlantico, 20 febbraio 1925) fu un compositore e un organista italiano. Il suo merito fu quello di riportare in Italia la musica organistica che a partire dalla metà del Settecento era in decadenza, conseguenza anche della decadenza dell'arte organaria. Fu un viaggio a Londra e Parigi nel 1879 che lo fece avvicinare in modo particolare all'organo e gli fece comprendere quanto lavoro ci fosse da fare in Italia, per portare l'arte organistica alla pari di quella oltralpe. Marco Enrico Bossi fu innanzitutto un grande esecutore ed anche eccellente improvvisatore: fu infatti chiamato ad inaugurare numerosi organi. La sua produzione comprende molta musica sacra per organo, ma anche musica teatrale, composizioni corali, strumentali sinfoniche e cameristiche per pianoforte. In tutto oltre 150 titoli numerati, più numerosi brani senza numero d'opera. Morì improvvisamente nel 1925 sulla nave che lo riportava in Italia dopo una tournée di tre mesi in America, a New York e Filadelfia. Al Museo della Scala a Milano è conservato un busto che lo ritrae.

Angelo Landi (Salò, giugno 1879 - Salò, 16 dicembre 1944), pittore. Viene avviato dal padre agli studi all'università Cà Foscari di Venezia, ma egli fugge a Milano per iscriversi all'accademia di belle arti. Viene poi fatto Accademico di Brera. In questo periodo l'artista esprime il meglio di sé, "il violinista" andrà ad arricchire il museo d'arte moderna di Madrid. I ritratti vanno ovunque, da Parigi a Buenos Aires, dal Cairo a Londra, dal Garda a Milano. Fu anche pittore di guerra (1915-18), di cui ne dipinge le scene più tremende. L'artista morì il 16 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine lasciando alcuni lavori al Vittorale e all'hotel Savoy di Gardone Riviera, all'hotel Laurin, nel Palazzo comunale a all'hotel Benaco di Salò.

Angelo Zanelli (San Felice del Benaco, 17 marzo 1879 - Roma, 1942), insigne scultore, diviene accademico d'Italia nel 1939 e socio corrispondente dell'Ateneo di salò. Visse a Salò la sua gioventù, lavorò nel laboratorio Bigoni e frequentò la scuola d'arte "Romualdo Turrini" (1752-1822), dove ebbe come maestri due valenti artisti come il pittore Carlo Banali ed il decoratore Saverio Pollaroli. A Salò si trovano tre delle sue opere: il monumento a Giuseppe Zanardelli (1904), il monumento ai Caduti di Salò (1926-31) e il busto di Gasparo da Salò (1906) del quale il poeta D'Annunzio disse: "È opera veramente musicale, non ne ricordo altre di scalpello, che trasmettano così chiaramente il senso dell'armonia: non si sa se stia aprendosi il petto per trarne il violino, o se stia aprendo il violino per mettervi cuore". La sua professione lo portò un po' ovunque, anche all'estero. Adornò l'Altare della Patria a Roma.

Luigi Comencini (Salò, 8 giugno 1916 – Roma, 6 aprile 2007) fu un regista italiano.

Eventi

Ogni anno la città di Salò ospita il Festival Violinistico Internazionale Gasparo da Salò. Serie di concerti serali di alcune famose orchestre europee dirette dai più famosi maestri di violino internazionali. Alle serate principali si aggiungono mostre ed altri eventi legati al mondo del violino e del famoso liutaio.

L'iniziativa "Filo di Arianna, arte come identità culturale" ha origine proprio a Salò e all'interno di questo progetto pluriennale la città ha partecipato al NetDays 2003. Tale progetto ha il sostegno a livello nazionale dell'associazione scientifica I.C.S., con sede a Roma, e del Ministero dell'Istruzione.

Il golfo di Salò ospita la Salò Sail Meeting e la Regata di Fine Estate del circuito Eni-Vodafone Grandi Classiche del Garda

Sempre nelle acque antistanti il centro si svolge una delle tappe del campionato remiero delle bisse, organizzato dalla Lega Bisse del Garda.
Economia

L'economia salodiana si basa principalmente sul settore terziario.
Agricoltura

Nel 2000 risultavano presenti sul territorio comunale 45 aziende agricole e 102 attivi nel settore [9]. Le attività presenti operano soprattutto nell'orticoltura, florovivaismo e olivicoltura.
Industria

È la sede di un distretto industriale, con un'industria prevalentemente meccanica, composto da 19 comuni. Le due più famose aziende salodiane sono la fonte Tavina, che esporta in tutto il mondo tre marche di acque naturali, e la Cedral Tassoni, famosa per le sue cedrate. Le attività industriali rilevate sul territorio nel 2001 erano 220, mentre il numero degli addetti era di 762.[9]
Servizi

L'economia salodiana è fondata sul settore terziario e turistico ricettivo. Nel 2001 risultavano presenti 1108 aziende con 3324 addetti.[9] Il sabato la città è sede di mercato composto da 204 banchi e uno dei più grandi della provincia.[10]
Turismo

Altre settore importante e fondante per l'economia della città è il turismo. Sul territorio comunale sono presenti 21 alberghi da 2 a 4 stelle, 3 case vacanze e 6 Bed&Breakfast.[11] Fin dagli anni '80 la presenza turistica è stata fortemente caratterizzata dalla presenza degli stranieri. Nel 2004 l'arrivo e la presenza degli stranieri era pari a 18.897 e 77.805 a fronte dell'arrivo e presenza degli italiani pari a 14.010 e 56.149.[9]
Amministrazione

Sindaco: Barbara Botti (lista civica "Salò 2000" - area centrodestra[12]) dal 08/06/2009

Nel 1926 il comune viene fuso con quello di Campoverde (Caccavero fino al 1906) mantenendo il nome di Salò.
Sport
La tribuna dello stadio comunale

L'Associazione Calcio Feralpi Salò milita in seconda divisione e gestisce l'attività giovanile calcistica. Lo stadio comunale, intitolato a Lino Turina, presenta una superficie in erba e una pista d'atletica a 8 corsie; la tribuna ha 1550 posti a sedere.

Anche se le partite non le disputa a Salò, la New Basket Salò[13] è la società di pallacanestro che rappresenta la cittadina nel campionato di serie C1, girone B. La società nacque dall'incontro di 6 società cestistiche tra il Garda e la Valle Sabbia. Tuttora le giovanili di basket sono gestite nel comune dalla Basket Barbarano.

La Società Canottieri del Garda promuove la vela, il nuoto e il canottaggio. Partecipa a gare di livello nazionale e internazionale, oltre ad organizzare alcune competizioni velistiche. L'associazione è proprietaria del porto che può accogliere circa 120 imbarcazioni e gestisce la piscina comunale.[14]

La scherma è presente con l'associazione Scherma S.S. Libertas Salò.

L'atletica a livello giovanile è gestita dalla Robur Barbarano, che si allena nella Palestra di Barbarano e nello stadio comunale.

Il ciclismo è coordinato dal Gruppo Sportivo Ciclistico.
Galleria fotografica

Panorama del golfo di Salò

Baia di Salò

Vista del vecchio lungolago di Salò con barche

Panorama con il Monte Baldo sullo sfondo

Rotonda all'ingresso del comune

Colonna con leone di S. Marco

Centro storico

L'ex collegio Civico o ex seminario di Santa Giustina di via Brunati

Note

^ Toponimi in dialetto bresciano
^ Dato Istat all'1/1/2008.
^ http://www.iesn.org/speciali/garda/garda.htm
^ Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
^ Rassegna stampa Provincia di Brescia.
^ Sito ufficiale Ateneo di Salò.
^ Regolamento Mercato. URL consultato il 03-09-2010.
^ Sito ufficiale Accademia di musica San Carlo.
^ a b c d Relazione preliminare Piano di governo del territorio
^ Regolamento Mercato. URL consultato il 03-09-2010.
^ Database provinciale ospitalità turistica. URL consultato il 03-09-2010.
^ [1]
^ Sito ufficiale New Basket Salò.
^ Sito ufficiale Canottieri del Garda

Bibliografia

Bongianni Gratarolo. Storia della Riviera di Salò. Salò, Ateneo di Salò e Associazione Sommolago, 2000.
Redomonte Domenicetti. Descrizione della Riviera di Salò. Salò, Ateneo di Salò e Associazione Sommolago, 2000.
Giuseppe Solitro. Benaco. Salò, Gio. Devoti Editore, 1897.
AA.VV. Salò e i Salodiani. 2007,1.

Sirmione

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Grazie alla sua felice posizione naurale, la penisola di Sirmione è stata luogo privilegiato di insediamento fin dall'antichità. Ancora oggi conserva numerosissime attestazioni della sua lunga e ininterrotta storia, con una densità che raramente si riscontra in altri centri abitati.

La testimonianza più antica di frequentazione umana risale al primo neolitico padano (seconda metà VI-V millennio a.C.). Durante l'era del Bronzo (III-II millennio a.C.) insediamenti palafitticoli sono documentati lungo le sponde del lago (Maraschina, porto Galeazzi, San Francesco), ma rinvenimenti isolati dello stesso periodo si sono avuti anche in alcuni punti della cittadina ("Grotte di Catullo", lido delle Bionde, via Antiche Mura, giardini presso San Salvatore).

Come altre zone del lago, a partire dal primo secolo a.C. l'estremità della penisola diviene luogo di soggiorno prescelto da ricche famiglie veronesi, fra cui quella dei Valeri. Ad essa apparteneva il poeta Catullo (87-54 a.C.), che in un carme canta la bellezza di Sirmione e parla della casa che qui possedeva.

Alla fine del I secolo a.C. - inizi I secolo d.C. risalgono le due grandi ville romane, quella nota come "Grotte di Catullo" e quella rinvenuta in anni recenti fra piazzetta Mosaici-via Vittorio Emanuele-via Antiche Mura. Alla base della penisola correva la strada che univa le città romane di Verona e Brescia: presso Sirmione, probabilmente nella zona di Lugana Vecchia, si trovava una stazione di sosta per i viaggiatori, la Sermione mansio, documentata nell'Itinerario Antonino (III secolo d.C.).

In età tardoromana (IV-V secolo d.C.) Sirmione diviene luogo fortificato di controllo del basso lago; è costruita una muratura di difesa lungo la penisola; un piccolo nucleo abitato si stabilisce all'interno della cinta fortificata. Anche in età longobarga, a partire dall'ultimo quarto del VI secolo è presente un insediamento documentato da resti di capanne e di una necropoli.Verso la fine del regno longobardo a Sirmione faceva capo un vasto distretto (iudiciaria Sermionese), dipendente direttamente dal sovrano. La regina Ansa, moglie del re longobardo Desiderio, fonda un monastero e la chiesa di San Salvatore. Altre chiese sono citate come esistenti nella cittadina in documenti dell'VIII secolo (San Pietro in Mavino, San Martino, San Vito). Il distretto sirmionese perde la sua autonomia con Carlo Magno, ma Sirmione continua a mantenere anche in seguito un rapporto privilegiato con i sovrani, da cui ottiene esenzioni e concessioni particolari.

Nel XIII secolo Sirmione diviene uno dei punti del sistema di fortificazione scaligero con la costruzione del Castello ad opera probabilmente di Mastino I della Scala. Nello stesso periodo è rifugio degli eretici Patarini, condannati poi al rogo a Verona (1278). La funzione di controllo e di difesa, assunta in età tardoromana, continuerà sino al XVI secolo, quando nel ruolo di centro fortificato del basso lago viene sostituita da Peschiera. Il castello comunque rimarrà sino alla metà dell'Ottocento sede di guarnigione militare.

Sirmione si trova in una posizione stategicamente importante, fra la pianura e la parte meridionale del lago, territorio di confine della signoria scaligera e successivamente, dall'inizio del XV secolo, della Repubblica veneziana. E a Venezia resterà legata sino alla sua caduta nel 1797.

Nell'Ottocento la popolazione era dedita alla pesca e nell'entroterra all'agricoltura, con le colture tipiche della zona, l'olivo, la vite, il gelso. Lo sviluppo turistico di massa e le conseguenti grandi trasformazioni urbanistiche del territorio risalgono al secondo dopoguerra. A questo fenomeno ha contribuito in modo notevole la presenza di acque sulfuree, note da secoli, ma le cui capacità curative cominciarono a essere sfruttate solo dalla fine del secolo scorso.


Testi: E. Roffia, Soprintendenza archeologica della Lombardia

Alberghi con piscina

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Quasi tutti gli alberghi soprattutto a Tropea in calabria ma anche in Italia, sono dotati di servizio spiaggia e piscina (pool per gli anglosassoni) e sono in grado di fornire questo servizio con qualità e decoro.

Spesso del personale, generalmente animatori, è disponibile a prendersi cura dei vostri cari.

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Tropea non è solo adatta alle coppie romantiche che vogliono passare una prima o perchè no una seconda luna di miele in un paesaggio semplicemente unico, ma è anche adatta alle famiglie.

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