La Calabria /kaˈlabrja/ (Calàbbria in dialetto calabrese, Calavrìa in grecanico, Καλαβρία in greco) è una regione dell'Italia Meridionale di 2.011.537 abitanti[3] con capoluogo Catanzaro. Confina a ovest con il mar Tirreno, a nord con la Basilicata, a est con il mar Ionio e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia.
Indice
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1 Geografia
1.1 Orografia
1.2 Idrografia
1.3 Geologia
2 Clima
3 Vegetazione
4 Storia
4.1 Preistoria
4.2 Mitologia
4.3 Periodo italico
4.4 Periodo greco
4.5 Periodo romano
4.6 Medioevo
4.6.1 Il ducato bizantino
4.6.2 Le corti normanne
4.6.3 Periodo angioino e aragonese
4.7 Era moderna
4.8 Ultimi secoli
5 Economia
5.1 Dati economici
6 Simboli della regione
7 Toponimo
8 Popolazione e lingua
8.1 Popolazione
8.2 Aree urbane e metropolitane [3][4]
8.2.1 Cittadini stranieri
8.3 Lingua
8.3.1 Minoranze linguistiche
9 Politica
9.1 Storia
9.2 Giunta e consiglio regionale
10 Cultura
10.1 Istruzione
10.2 Musica
10.3 Eventi culturali
11 Turismo
11.1 Monumenti nazionali
11.2 Aree archeologiche
12 Amministrazioni
13 Natura, parchi nazionali, aree protette e siti di interesse comunitario
14 Criminalità organizzata
15 Trasporti e infrastrutture
15.1 Strade e autostrade
15.2 Linee ferroviarie
15.3 Principali Porti
15.4 Aeroporti
16 Sport
17 Voci correlate
18 Note
19 Altri progetti
20 Collegamenti esterni
20.1 Enti ed istituzioni
[modifica] Geografia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Calabria.
Superficie della Calabria per zone altimetriche
La regione costituisce la punta dello stivale, è bagnata ad ovest dal mar Tirreno, ad est dal mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell'Aspromonte e la catena dei Peloritani.
[modifica] Orografia
La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per il 49,2% del suo territorio. Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8% del suo territorio:
a nord il versante meridionale del Massiccio del Pollino al confine con la Basilicata.
nel nord-ovest, a sud della piana di Campotenese si elevano i cosiddetti Monti di Orsomarso e a sud del Passo dello Scalone ha luogo la Catena Costiera che si allunga tra la costa Mar Tirreno e i profondi valli dei fiumi Crati e Savuto che la separano dall'altopiano della Sila.
nel centro-nord la Sila, un vasto altopiano con foreste di aghifoglie e latifoglie che si estende a sud fino all'istmo di Catanzaro;
Al di sotto dell'istmo di Catanzaro, iniziano le Serre calabresi,tra cui spiccano quelle vibonesi che si spingono con un doppio allineamento montuoso fino a congiungersi direttamente con l'Aspromonte; la vetta più elevata delle Serre, il Monte Pecoraro, raggiunge 1420 m;
fra le pianure di Piana di Sant'Eufemia e di Piana di Gioia Tauro si erge il gruppo del monte Poro 710 m nella zona sud della provincia di Vibo Valentia;
a sud infine si erge l'acrocoro dell'Aspromonte la cui vetta più elevata, il Montalto o monte Cocuzza che raggiunge i 1955 m.
la pianura più grande della Calabria è la Piana di Sibari, si erge il Massiccio del Pollino, al confine con la Basilicata, con le vette più elevate della Calabria, il Monte Serra Dolcedorme 2.267 m. e il Monte Pollino m. 2.248.
Le pianure coprono il 9% del suo territorio e sono tutte di modesta estensione. Le montagne occupano circa il 42%.
[modifica] Idrografia
I fiumi della Calabria non presentano generalmente uno sviluppo significativo a causa della forma stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio. Tributano anch'essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'Amato il Mucone e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente.
Esistono numerosi laghi artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila. I principali sono l'Ampollino, l'Arvo, il Cecita e l'Angitola.
[modifica] Geologia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geologia della Calabria.
Una tipica costa dello ionio catanzarese presso Copanello di Stalettì.
La Calabria detiene il 10% dell'intero patrimonio costiero dell'Italia (715,7 km[4]), e presenta la più grande ed esclusiva varietà di spiagge formate da rocce particolari, come ad esempio gli scogli granitici della provincia reggina, del tirreno vibonese, e dello ionio catanzarese. Tali rocce, presenti in maniera massiccia nella regione calabrese sono presenti in misura minore anche in alcune località isolane del mar Mediterraneo (come ad esempio in Sardegna). I materiali presenti nella litorale calabrese sono infatti costituiti praticamente da rocce di ogni era geologica, dalle rocce metamorfiche risalenti alle ere più antiche, ricche di minerali indisponibili in altre regioni della Penisola, alle dune di attuale formazione.
Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all'Arco calabro, anche detto "Arco Calabro-Lucano" o "Arco tirreno". Si tratta di un dominio a forma semi-circolare che si estende dalla parte meridionale della Basilicata fino al settore nordorientale della Sicilia, i Monti Peloritani. Alcuni autori preferiscono estendere questo dominio dell'Arco calabro da Napoli nel nord fino a Palermo nel sud occidentale. Il dominio della Calabria è costituito principalmente da rocce di basamento (cristallino e metamorfico) di età Paleozoica, coperte da sedimenti principalmente Neogenici. Studi recenti hanno dimostrato che queste rocce fanno parte di un'unità tettonica ("falda") superiore che copre in sovrascorrimento le unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.[5].
L'evoluzione Neogenica del sistema geotettonico Centro-Mediterraneo, è caratterizzata da un spostamento dell'Arco calabro verso il sud orientale, sovra-ponendosi sui promontori della placca africana (Argand, 1916; Boccaletti and Guazzone, 1972). Gli elementi principali dell'Arco calabro sono dunque la catena Appennino meridionale, il blocco Calabro-peloritano, e la catena maghrebide siciliana. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula, parte della placca Adria, e la piattaforma Ibleo o "Ragusana", separate dal bacino Ionio, tutti promontori della placca africana. Il mar tirreno, detto "Bacino tirreno" è considerata il bacino di retro-arco di questo sistema di subduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).
La geologia affascinante della Calabria è stata studiata da più di un secolo in dettaglio. Per la letteratura scientifica precedente a 1973 si riferisce a Ogniben (1973). Ippolito (1959) presenta una bibliografia completa delle opere prima di quel momento. Libri interessanti, monografie e pietre miliari sono Cortese (1895), Limanowski (1913), Quitzow (1935), Caire et al. (1960), Caire (1961), Grandjacquet et al. (1961); Ogniben (1969, 1973), Caire (1970, 1975, 1978), Burton (1971), Amodio-Morelli et al. (1976), Dubois (1976), Grandjacquet and Mascle (1978), Moussat (1983), van Dijk (1992), e van Dijk et al. (2000). Si deve far notare che nelle prime opere generalmente l'evoluzione geologica della Calabria era considerata in due fasi: l'evoluzione e deformazione del basamento, e la fase "post-tettonica" con la sedimentazione degli sedimenti "post-orogenetici", durante il tardo-Neogene. Successivamente, attraverso studi più approfonditi delle rocce affioranti, e studi per scopo della ricerca degli idrocarburi (sezioni sismiche e perforazioni profonde) è diventato evidente che la fase post-deformativa è da considerare post-Miocenica, post Pliocenica, e addirittura post-medio Pleistocenica.[5]
Nell'epoca recente, l'area è caratterizzata da una forte attività sismica e vulcanica. Generalmente questo è stato attribuito ad una fase di restaurazione isostatica dopo la fase deformativa medio-pleistocenica. Alcuni autori sostengano, invece, che la subduzione è tuttora attiva.
Carta Geo-tettonica del Mediterraneo centrale e l'Arco Calabro. La traccia blu indica la posizione della sezione geotettonica qui in basso. Da van Dijk (1992)[5]
Sezione geotettonica dell'Arco calabro. Sinistra: NO; Destra: SE. La posizione della sezione è indicata sulla mappa qui in alto. Da van Dijk (1992)[5]
[modifica] Clima
Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino,alla Sila fino all'Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.
Le stazioni meteorologiche ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale presenti nel terriorio regionale sono:
Bonifati
Calopezzati
Capo Spartivento
Catanzaro
Cosenza
Crotone-Isola di Capo Rizzuto
Lamezia Terme
Monte Scuro
Punta Alice
Reggio Calabria
Vibo Valentia
[modifica] Vegetazione
Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco, dai pini e dai larici. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Come non citare il famoso "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco Nazionale del Pollino. Questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui Balcani.
[modifica] Storia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Calabria.
[modifica] Preistoria
Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al Paleolitico come ne testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Scalea e il graffito del Bos primigenius a Papasidero, una figura di toro incisa nella roccia 12.000 anni fa. Durante l'era dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di Vibo Valentia, inoltre, nei pressi di Roccella Jonica, sul finire degli anni sessanta, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro.
[modifica] Mitologia
Le colonie greche in Calabria.
Secondo il mito più antico, Aschenez, pronipote di Noè, mercante semita ed inventore della barca a remi, giunse tre generazioni dopo il diluvio universale sulle sponde dove fu fondata Reggio. Ciò è testimoniato dalle informazioni riportate successivamente da Giuseppe Flavio e da San Girolamo.
Più tardi, secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi sarebbero dunque giunti Enotrio e Paucezio, di stirpe enotria e pelasgica, originari della Siria che, trovando il suolo molto fertile, chiamarono la regione "Ausonia" in ricordo dell'"Ausonide", fertile zona della Siria.
Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio Italo ("uomo forte e savio" secondo quanto narra Dionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "Italòi" che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'Istmo di Catanzaro, che oggi sono la province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia", come riportano Tucidide ("quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade") e Virgilio (Eneide, III). Sappiamo comunque da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e Diodoro Siculo che gli "Ausoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C.
[modifica] Periodo italico
Tali popolazioni dunque (Itali-Ausoni-Enotri, di probabile origine indoeuropea, Italici appartenenti al gruppo latino-falisco), avrebbero abitato prevalentemente le zone costiere. I Lucani (Italici indoeuropei, appartenenti al gruppo osco-umbro), abitavano nella regione che da essi prese il nome di "Lucania", a nord della Calabria. L'entroterra della Calabria (chiamato in seguito dai Romani "Bruttium"), fu abitato principalmente dai Bruzi (di temperamento bellicoso, chiamati Brutti o Bretti, strettamente imparentati coi Lucani) oltre che da genti di origine iberica. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia, l'attuale Cosenza, la quale venne eletta dalle tribù dei Bruzi, dopo essersi coalizzate in una lega, "capitale" della regione. Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della repubblica romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.
[modifica] Periodo greco
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Magna Grecia e Bruzi.
Capo Colonna
Mura greche al lungomare di Reggio Calabria
Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, greco-italica, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.
Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton, Locri Epizephyrii, Metauros e Sybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: Kaulon, Hipponion, Medma, Terina e Scolacium.
La gloriosa storia delle poleis magnogreche vide primeggiare politicamente ed economicamente le città di Reggio come padrona dello Stretto di Messina e della Calabria meridionale, di Locri Epizefiri nella parte centrale della regione, e di Crotone in quella settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti interni tra le tre potenze della regione.
Successivamente con la pressione delle popolazioni italiche dei Bruzi e dei Lucani (che conquistarono e depredarono le poleis della Calabria settentrionale), e con l'avvento di Roma, la Magna Grecia iniziò il suo declino, dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le poleis.
[modifica] Periodo romano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Regio III Lucania et Bruttii.
Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione romana (nel caso di Locri Epizefiri, Crotone e delle altre città minori). Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva infatti Reggio (tra l'altro sede del Corrector, governatore della Regio III Lucania et Bruttii), che attraverso la Via Popilia collegava il suo porto con Roma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di Cosenza, Vibo Valentia, Locri, Crotone e Sibari.
[modifica] Medioevo
[modifica] Il ducato bizantino
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ducato di Calabria.
Il thema o ducato di Calabria.
La Cattolica di Stilo
Con la caduta dell'Impero, la Calabria fu devastata dalle guerre gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione longobarda i bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel Salento, formando il Ducato di Calabria compreso nel thema di Sicilia.
Successivamente il dominio bizantino in Italia meridionale fu diviso in: thema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in thema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome Calabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina.
Durante l'alto medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.
Nel IX e X secolo la Calabria, fu terra di confine tra i Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura.
[modifica] Le corti normanne
Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.
Roberto conferma in Reggio la capitale del Ducato di Puglia e di Calabria e sede del giustizierato di Calabria, nominandosi egli stesso Duca;
In questo periodo Cosenza divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del Castello sui ruderi di una fortezza saracena.
Ruggero è invece Conte di Calabria, vassallo del fratello Roberto, con sede a Mileto.
Roberto il Guiscardo fu investito Duca di Puglia, Calabria e Sicilia il 23 agosto 1059 da papa Niccolò II con la formula: per Grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e Calabria e, se ancora mi assisteranno, futuro Signore della Sicilia.
[modifica] Periodo angioino e aragonese
Il castello aragonese di Reggio Calabria.
È di questo periodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1443 Alfonso il Magnanimo d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465 Ferdinando I di Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Bacone il primo degli uomini nuovi
Nel XVI secolo in Calabria fu confermata la divisione nelle due province di Calabria Citeriore (o Citra) e Calabria Ulteriore (o Ultra) governate inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono amministrate da due distinti governatori:
uno a Cosenza per la Calabria Citeriore: il capoluogo nel XVI secolo attraversò un impressionante fioritura umanistica e segnò una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria;
uno a Reggio per 11 anni dal 1582 al 1593, poi a Catanzaro per oltre 220 anni dal 1593 al 1816[6]. Per un breve periodo fu capoluogo della provincia anche Vibo Valentia.
[modifica] Era moderna
Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di Napoli o Regno delle due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, la dinastia francese dei Borbone, e per un breve periodo il generale di Napoleone, Gioacchino Murat, che fu giustiziato nella cittadina di Pizzo.
[modifica] Ultimi secoli
Garibaldi ferito in Aspromonte
L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tuttora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei[7]. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844[8]. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all'impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.
[modifica] Economia
Sfruttamento del territorio calabrese ed insediamenti urbani.
[modifica] Dati economici
Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite nei capoluoghi di provincia[9] prodotto in Calabria dal 2000 al 2006:
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro) 26.344,4 27.680,0 28.574,7 29.685,4 31.073,3 31.616,7 32.507,7
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro) 13.019,9 13.742,4 14.226,9 14.773,2 15.457,0 15.754,8 16.244,1
Di seguito la tabella che riporta il PIL[9], prodotto in Calabria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:
Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.341,2 4,13% 1,84%
Industria in senso stretto € 2.851,8 8,77% 18,30%
Costruzioni € 2.013,3 6,19% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 6.301,6 19,39% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 6.856,6 21,09% 24,17%
Altre attività di servizi € 9.408,7 28,94% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 3.734,5 11,49% 10,76%
PIL Calabria ai prezzi di mercato € 32.507,7
È Catanzaro la prima città calabrese per quanto riguarda il reddito pro capite denunciato al fisco. Il dato emerge da una classificata pubblicata da Il Sole 24 ore. L'indagine è stata realizzata sulla base dei dati del Ministero delle finanze circa le dichiarazioni dei redditi del 2008. A Catanzaro, che nella classifica generale si attesta all'82/mo posto, la media pro capite di reddito è di 18.416 euro, seguono Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Crotone e Vibo Valentia, inoltre, sono tra i capoluoghi di provincia con una scarsa presenza di contribuenti che dichiarano oltre 100 mila euro. La regione presenta un alto tasso di evasione fiscale e di lavoro nero, sempre secondo i dati del Ministero delle finanze le città di Catanzaro e Reggio Calabria guidano la classifica regionale con tassi che sfiorano il 50%. Di seguito la tabella con i relativi redditi medi dei capoluoghi di provincia:
Stemma Capoluoghi di Provincia Provincia Reddito annuo pro-capite in Euro[10]
Catanzaro-Stemma.png Catanzaro Provincia di Catanzaro 18.416
Cosenza-Stemma.png Cosenza Provincia di Cosenza 17.747
Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria Provincia di Reggio Calabria 16.944
Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia Provincia di Vibo Valentia 16.505
Crotone-Stemma.png Crotone Provincia di Crotone 15.553
Nel settore primario, l'agricoltura è sviluppata soprattutto nella coltivazione di ulivi (la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio, dopo la Puglia), di viti e di agrumi(uno di essi è il bergamotto che è alla base di molti profumi). Il principale mercato agricolo è Catanzaro sede del Comalca il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra ed anche la pesca è discretamente sviluppata. Nel settore secondario sono poco sviluppate le industrie alimentari e tessili; nelle zone di Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria sono sorte industrie petrolchimiche, metalmeccaniche e chimiche. Il settore terziario è molto sviluppato a Catanzaro, mentre sono importanti centri commerciali Lamezia Terme e Cosenza. Varie zone della regione basano l'intera economia sul turismo estivo soprattutto lungo la costa Ionica catanzarese, nell'area tirrenica reggina e su tutto il versante costiero della provincia di Vibo Valentia. Discretamente sviluppato, nonostante le potenzialità, il turismo invernale in Sila.
[modifica] Simboli della regione
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Simboli della Calabria.
Stemma
Gonfalone
Bandiera
Lo stemma della Regione Calabria (approvato ed adottato in versione definitiva con Legge Regionale 15 giugno 1992, n. 6) racchiude in cornice ovale quattro dei simboli che rappresentano la Calabria:
il pino nero calabro (Pinus nigra subsp. laricio)
il capitello dorico
la croce bizantina
la croce potenziata.
[modifica] Toponimo
Nei tempi antichi le terre dell'attuale Regione erano conosciute come Italia, probabilmente grazie alla diffusione del termine fenicio It'a'la'la, letteralmente "Terra dei Vitelli". A supporto di questa ipotesi, si ricorda che nella parte meridionale della penisola calabrese (laddove poi si sviluppò la più grande civiltà italica prima dell'avvento di Roma) esistono toponimi di origine magnogreca (alcuni tradotti in latino dai Normanni) probabilmente facenti capo alla più antica idea di origine fenicia di terra dei vitelli (dei bovini): Bova, Bovalino, Taurianova, Gioia Tauro, ecc. Si potrebbe quindi affermare che la prima "Italia" della storia fu l'attuale Calabria.
Il nome Calabria designava in origine la regione salentina, ma quando le due penisole dell'Italia meridionale furono unificate dai bizantini, il nome di Calabria fu usato per identificare anche la regione del Bruzio; successivamente, con la perdita dei possessi bizantini nel Salento in favore dei Longobardi, il nome fu utilizzato per designare soltanto l'attuale penisola calabrese, che mantiene tuttora il nome. Durante il basso Medioevo e l'età moderna il termine Calabria venne trasformato in Calabrie, con lo sdoppiamento del territorio nelle due province napoletane di Calabria Ulteriore e Calabria Citeriore.
Il nome Calabria viene da Calabrī, da confrontare con i Γαλάβριοι (Galábrioi) della Penisola balcanica (dalla quale forse deriva anche l'etnico Calabrī).[11] L'origine sembra essere una radice preromana *cal-/cala-[12] o *calabra-/galabra-, che compare anche in calaverna e calabrosa, nonché in calabria, nome comune della pernice di monte (Lagopus muta),[13] che significherebbe "roccia", "concrezione calcarea o ghiacciata".
[modifica] Popolazione e lingua
[modifica] Popolazione
Di seguito si riportano gli elenchi della popolazione residente[14] nelle provincie calabresi e nei comuni con più di 20.000 abitanti.
Provincia Popolazione
stemma Cosenza 734.742
stemma Reggio Calabria 566.975
stemma Catanzaro 368.633
stemma Crotone 174.501
stemma Vibo Valentia 166.686
Stemma Comune Provincia Popolazione
Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria stemma Reggio Calabria 186.482
Catanzaro-Stemma.png Catanzaro stemma Catanzaro 93.192
Lamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme stemma Catanzaro 71.289
Cosenza-Stemma.png Cosenza stemma Cosenza 70.081
Crotone-Stemma.png Crotone stemma Crotone 61.781
Corigliano Calabro-Stemma.png Corigliano Calabro stemma Cosenza 40.516
Rossano-Stemma.png Rossano stemma Cosenza 38.461
Rende-Stemma.png Rende stemma Cosenza 35.502
Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia stemma Vibo Valentia 33.834
Castrovillari-Stemma.png Castrovillari stemma Cosenza 22.560
Acri-Stemma.png Acri stemma Cosenza 21.230
Montalto Uffugo-Stemma.png Montalto Uffugo stemma Cosenza 20.795
[modifica] Aree urbane e metropolitane [3][4]
Aree urbane con continuità territoriale
Area↓ Area urbana↓ Cluster↓ Area Metro↓ Regione Metro↓ Note↓
Reggio Calabria 204.579 266.972 550.813 2.409.813 RM "Arco dello Stretto" con Messina, Catania e Siracusa
Cosenza 135.121 198.258 289.485 782.139 RM "Dorsale calabra"
Catanzaro 94.385 134.416 299.520 Dorsale calabra
Vibo Valentia 87.099 145.683 299.520 Dorsale calabra
Lamezia Terme 70.887 145.683 Catanzaro Dorsale calabra
Crotone 62.237 88.788 123.937 -
Gioia Tauro Rosarno 47.803 145.243 Reggio Calabria Arco dello Stretto
Corigliano Calabro 39.736 77.600 Piana di Sibari Dorsale calabra
Rossano 37.864 - Piana di Sibari Dorsale calabra
Locri 37.494 - 91.866 -
Palmi 34.450 - Reggio Calabria Arco dello Stretto
[modifica] Cittadini stranieri
I cittadini stranieri residenti in regione sono 65867[15]. I gruppi più numerosi sono quelli di:
bandiera Romania - 20556
bandiera Marocco - 10737
bandiera Ucraina - 5729
bandiera Bulgaria - 3897
bandiera Polonia - 3833
bandiera Albania - 2627
bandiera Cina - 2354
bandiera Filippine - 2291
bandiera India - 1747
[modifica] Lingua
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Dialetti calabresi e Greco di Calabria.
« A voi fieri Calabresi
che accoglieste ospitali me straniero
nelle ricerche e indagini
infaticabilmente cooperando
alla raccolta di questi materiali
dedico questo libro che chiude nelle pagine
il tesoro di vita del vostro nobile linguaggio. »
(Gerhard Rohlfs, Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria)
La popolazione calabrese presenta ancora oggi un'identità abbastanza variegata, per questo l'insieme dei dialetti parlati nella regione rispecchia tali caratteristiche. Come la maggior parte dei dialetti italiani, il calabrese meridionale come quello settentrionale non hanno alcuna ufficialità.
A causa delle molteplici radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla lingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la lingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è spesso identificato come "calabrese".
Fino al XV-XVI secolo la lingua grecanica era parlata in tutta la Calabria meridionale, oggi perdura solo nelle cittadine di Bova, Roghudi e Gallicianò (in provincia di Reggio Calabria) e in alcuni quartieri di Reggio, storica roccaforte culturale della lingua greca in Italia. Le vie dei paesi dell'area grecanica hanno infatti ancora oggi la doppia nomenclatura: in italiano ed in grecanico.
In altre zone, più circoscritte, si parlano dialetti di derivazione albanese e nel comune di Guardia Piemontese si parla occitano.
[modifica] Minoranze linguistiche
Le minoranze linguistiche riconosciute dallo stato in Calabria sono:
La lingua albanese parlata in 33 comuni della provincia di Cosenza, di Crotone e di Catanzaro
la lingua occitana, parlata a Guardia Piemontese
La lingua greca di Calabria (o grecanico), parlata nel triangolo grecanico (Amendolea (Amygdalia/Amiddalia), Bova (Vua), Bova Marina (Fundaca, Jalò to Vua), Chorio di Roghudi, Condofuri, Condofuri Marina, Gallicianò, Roccaforte delGreco (Vunì), Roghudi vecchio (Richùdi), disabitato, Roghudi nuovo.
[modifica] Politica
[modifica] Storia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Fatti di Reggio e Storia amministrativa della Calabria.
Reggio Calabria - Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria.
Nel 1970, con l'istituzione degli enti regionali, fu deciso di collocare il capoluogo di regione a Catanzaro. Ai reggini la cosa non fu ben gradita, infatti alla delusione seguì un'agitazione popolare che sfociò nei cosiddetti Fatti di Reggio. Come compromesso politico per sedare la rivolta, fu deciso di porre la sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria, pur mantenendo Catanzaro come capoluogo e sede della Giunta.
[modifica] Giunta e consiglio regionale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Giunta Regionale della Calabria, Consiglio Regionale della Calabria e Presidenti della Calabria.
Sin dall'istituzione del regionalismo, avvenuta nel 1970, la Calabria è stata amministrata da governi costruiti sull'accordo predominante tra la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano, con una prima fase a prevalente guida democristiana e una seconda a prevalente guida socialista.
Il primo presidente della Giunta regionale è stato Antonio Guarasci, seguito, nell'ultimo anno di legislatura, da Aldo Ferrara, che ritornerà presidente anche nella legislatura seguente, seppure con un distacco di circa un anno guidato da Pasquale Perugini.
Nella terza e nella quarta legislatura, ossia dal 1980 al 1990, la presidenza è assunta dal PSI dapprima con Bruno Dominijanni, poi con Francesco Principe e, infine, con Rosario Olivo.
Catanzaro - Palazzo Alemanni, sede della presidenza della giunta regionale calabrese
Nella quinta legislatura, che va dal 1990 al 1995, nella fase di passaggio, a livello nazionale, tra la Prima e la cosiddetta Seconda Repubblica, il governo torna ad avere una guida democristiana con Guido Rhodio e Donato Veraldi, esponenti della transizione verso il Partito Popolare Italiano.
Nel 1995, quando la situazione politica ed elettorale è ormai improntata al bipolarismo, a vincere le elezioni è la coalizione di centrodestra, che indica come presidente Giuseppe Nisticò (1995-1998) e poi Giovambattista Caligiuri (1998-1999), esponenti di Forza Italia. Sul finire della legislatura, tuttavia, per un ribaltone cambia la maggioranza in Consiglio regionale e la giunta passa in mano al centrosinistra, che esprime la presidenza di Luigi Meduri, esponente del Partito Popolare.
Nel 2000, con l'istituzione del nuovo sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la presentazione di coalizioni già costituite all'appuntamento elettorale, a prevalere è il Polo di centro destra guidato da Giuseppe Chiaravalloti, magistrato, indicato da Forza Italia, che governa la regione per l'intero quinquennio.
Nel 2005 la carica di presidente è assunta da Agazio Loiero, originariamente esponente della Margherita che guida la coalizione di centro sinistra. Loiero è stato indicato candidato presidente dal suo schieramento per mezzo di una consultazione fra gli iscritti dei partiti della coalizione.
Nel 2010 Loiero viene sconfitto dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, del Popolo della Libertà, che guida una nuova Giunta regionale di centrodestra.
Giuseppe Scopelliti
Questa è la composizione degli organi di governo, in carica dall'aprile 2010, della Giunta Regionale della Calabria.
Presidente: Giuseppe Scopelliti (PdL) - Sanità, Turismo
Vicepresidente: Antonella Stasi (tecnico)
Assessori:
Pietro Aiello (PdL) - Urbanistica, Governo del territorio
Mario Caligiuri (esterno, lista Scopelliti) - Cultura, beni culturali
Fabrizio Capua (esterno, tecnico) - Programmi speciali UE, internazionalizzazione, cooperazione
Antonio Caridi (PdL) - Attività Produttive
Giuseppe Gentile (PdL) - Infrastrutture, Lavori Pubblici
Giacomo Mancini Jr. (esterno, PdL) - Bilancio, Programmazione e fondi europei
Francesco Pugliano (lista Scopelliti) - Ambiente
Francescantonio Stillitani (UDC) - Lavoro, Formazione, Politiche sociali
Domenico Tallini (PdL) - Personale
Michele Trematerra (UDC) - Agricoltura, Forestazione
Il Consiglio Regionale, eletto con le elezioni del 2010, è composto da 50 membri.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
Università statali:
Università della Calabria (UNICAL) (1972), a Rende
Università degli Studi "Magna Græcia" (UNICZ) (1998), di Catanzaro
Università degli Studi "Mediterranea" (UNIRC) (1968), di Reggio Calabria
Università per Stranieri "Dante Alighieri" (UNISTRADA) (1984), di Reggio Calabria
Università telematiche:
Università telematica Calabria Uni.Tel.Cal. (UniTelCal), di Catanzaro
Istituti artistici di livello universitario:
Accademia di Belle Arti di Catanzaro (1970)
Accademia di Belle Arti "Fidia" di Vibo Valentia
Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (1968)
Conservatorio "Fausto Torrefranca" di Vibo Valentia con sede distaccata di Catanzaro
Conservatorio di Musica "Stanislao Giacomantonio", di Cosenza
Conservatorio di Musica "P.I.Tchaikovsky", di Nocera Terinese
Conservatorio di Musica "Francesco Cilea" (1927), di Reggio Calabria
Istituti di alta formazione artistica riconosciuti ex lege 508/99:
Accademia internazionale dell'arte (2006) di Catanzaro
Politecnico Internazionale Scientia et Ars Politecnico Universitario Internazionale "Scientia et Ars" di Vibo Valentia
Istituti di formazione religiosa di livello universitario:
Pontificio Seminario Regionale "S. Pio X" (1912), a Catanzaro
Università Teologica Calabra, a Catanzaro
Seminario Arcivescovile "Pio XI" (1565) a Reggio Calabria
Istituto superiore di scienze religiose "Monsignor Vincenzo Zoccali" (ISSR) (1975), a Reggio Calabria
Istituti di ricerca:
Istituto di ricerca regionale educativa, di Catanzaro
[modifica] Musica
Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di Francesco Cilea (autore tra le altre dell'Adriana Lecouvreur) e Nicola Antonio Manfroce.
Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali Mino Reitano, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Rino Gaetano e Sergio Cammariere; mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei JetLag (autori di un ricercato Jazz rock di matrice progressive) e Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese").
La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, queste tradizioni sono state portate alla ribalta dai Re Niliu negli anni ottanta, mentre oggi dai QuartAumentata dai Mattanza dai Kalamu e dai Totarella.
A partire dalla fine degli anni settanta si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta Elca Sound, che hanno portato il folk calabro in giro per il mondo, tra cui per citarne alcuni: Otello Profazio, i Calabruzi e Micu u pulici.
[modifica] Eventi culturali
Uno scorcio del celebre lungomare di Reggio.
Un angolo di Tropea.
(di rilevanza nazionale o internazionale)
Legalitàlia - Premio Antonino Scopelliti - Reggio Calabria - 9 agosto
Premio Angelo Frammartino - Pace è... - Caulonia (RC) - agosto
Premio sportivo "Fortunato De Agazio" Vibo Valentia
RADICAZIONI festival delle culture tradizionali Alessandria del Carretto- agosto
Carnevale di Castrovillari - Castrovillari - gennaio/febbraio
Reggio Calabria Film Festival, retrospettiva sul cinema italiano - Reggio Calabria - primavera
Premio Letterario Nazionale città di Tropea - Tropea - giugno
Premio Letterario Internazionale Città di Palmi - Palmi - settembre/ottobre
Reggio Top Jazz Festival - Reggio Calabria - maggio
Concorso canoro "due voci per..." Vibo Valentia
Festa delle Invasioni - Cosenza - luglio
Magna Graecia Film Festival Il festival delle opere prime del cinema italiano- Soverato - luglio
Roccella Jazz rumori mediterranei (Roccella International Jazz Festival) - Roccella Jonica - agosto
Festival dello Stretto - Reggio Calabria - agosto
Premio sportivo "Valentia" a Vibo Valentia
Eco Jazz - Reggio Calabria - luglio/agosto
Tropea Film Festival - Tropea - agosto
Paleariza, festival internazionale etno-culturale-musicale itinerante - Bovesìa (Area grecanica) - agosto
Joggi Avant Folk Festival - Joggi/Santa Caterina Albanese - agosto
Pentedattilo Film Festival, festival internazionale dei cortometraggi - Pentedattilo - settembre
Premio Letterario Internazionale "Nosside" - Reggio Calabria
Tropea Blues Festival - Tropea - settembre
Peperoncino Festival - Diamante - settembre
Epizephiry International Film Festival - corto-mediometraggi, film d'animazione, docu-film - Sant'Ilario dello Jonio (RC)
[modifica] Turismo
Il caratteristico antico borgo di Scilla, in punta d'Italia
L'abbazia di Corazzo
Magna Calabria
i Bronzi di Riace, un simbolo del turismo calabrese.
uno dei Dioscuri da Locri Epizephiri.
il Kouros di Reggio.
la Testa del Filosofo da Porticello.
Con la colonizzazione greca avvenuta tra l'VIII e il VII secolo a.C., vi fu in Calabria uno sviluppo socio-economico notevole; fu questo un periodo in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella penisola, unitamente allo splendore culturale ed artistico in letteratura, filosofia e arte, spesso superiore alla stessa madrepatria.
Conseguenza di questa realtà ne fu l'appellativo di Magna Grecia (Megàle Hellàs), che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita lontano dalla Grecia ad una comunità che aveva raggiunto in campo sociale, culturale ed economico, livelli tali da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria; tale riferimento infatti si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.
Le genti di civiltà greca approdarono in Calabria nell'ambito di un flusso migratorio motivato dall'interesse per lo sviluppo commerciale e da una sovrappopolazione in madrepatria: così tra il 743 a.C. ed il 730 a.C. gente originaria della città di Calcide fondò, sullo Stretto tra Calabria e Sicilia, le due città di Rhegion (Reggio) e Zancle (Messina), ponendo sotto il controllo della medesima popolazione la via marittima più importante per i commerci con l'Italia tirrenica. Negli anni successivi Greci di stirpe achea diedero vita prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di servi provenienti dalle regioni della Grecia chiamate Locride, fondarono Locri Epizefiri.
Successivamente per nuove ragioni di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, le nuove città fondarono delle subcolonie che allargarono la presenza greca nella regione, quali: Medma (Rosarno), Metauros (Gioia Tauro), Taurianum (Taureana di Palmi), Hipponion (Vibo Valentia), Laos, Skydros, Terina, Skylletion, Kaulon (vicino Monasterace marina).
La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una lunghissima costa affacciata su tre mari (Tirreno, Ionio e Stretto di Messina), una particolare ricchezza della fauna ittica, in un paesaggio che alterna spiagge e scogliere. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio ha permesso di preservare per lungo tempo il mare incontaminato, e la Calabria è tuttora considerata un paradiso naturalistico.
Il poeta Gabriele d'Annunzio chiamò il lungomare di Reggio Calabria "il più bel chilometro d'Italia", favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Reggio, Locri, Taureana, Crotone, Sibari e Scolacium solo per citarne alcuni) e di bellezze naturali che suscitano l'interesse dei visitatori. Negli ultimi anni si è investito sulla capacità ricettiva di strutture alberghiere, favorendo un incremento delle presenze nella regione.
Oltre alle ben conosciute mete turistiche e rinomate località costiere come Tropea, Reggio, Soverato, Scilla, Scalea, Palmi, Diamante, Amantea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Roseto Capo Spulico, Corigliano Calabro o le gettonate riviere con le loro Bandiere Blu come Cirò Marina, Roccella Ionica e Scilla[16], anche l'entroterra calabrese è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte e cultura; tra le città culturali più importanti spicca Cosenza che dal 2008 è stata riconosciuta "città d'arte" dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città[17] nota come l'"Atene della Calabria". Fortezze, chiese, necropoli, boschi e bacini naturalistici sono elementi caratterizzanti le aree interne delle province di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
Il turismo montano si sviluppa soprattutto nella Sila e sull'Aspromonte, dichiarati Parchi Nazionali, che dispongono di infrastrutture per gli sport invernali, soprattutto nei centri di Camigliatello, Lorica e Gambarie
[modifica] Monumenti nazionali
La Calabria è sede di alcuni tra i monumenti nazionali italiani. Questa è la lista completa:
Castello Aragonese di Reggio Calabria
Certosa di Serra San Bruno
Cappella Barocca del SS Sacramento e Basilica Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo (Duomo di Reggio Calabria)
Castello di Palizzi
Villa Comunale di Palmi
Casa della Cultura "Leonida Repaci" di Palmi
Santuario del Carmine di Palmi
Mausoleo a Francesco Cilea - Palmi
Fontana delle Palme - Piazza Amendola - Palmi
Cattedrale dell'Assunta di Gerace
Fontana degli Specchi di Villa Caristo di Stignano
La Cattolica (Katholiké) di Stilo
Altare maggiore nella chiesa di San Giovanni Battista di Soveria Mannelli
Resti dell'Abbazia di Santa Maria di Corazzo a Castagna
Chiesa di San Bernardino da Siena ad Amantea
Casa natale di Michele Bianchi a Belmonte Calabro
Castello aragonese di Belvedere Marittimo
Chiesa matrice dell'Annunziata, chiesa di Sant'Antonio abate di San Fili
Castello di Oriolo
Ponte romano di Scigliano
Tempio di Era Lacinia a Crotone
Castello angioino-aragonese, chiesa di San Giorgio di Pizzo
Villa Comunale di Cittanova
Chiesa di San Michele, Vibo Valentia, sec. XVI
Palazzo Romei sec XV-XVI, Vibo Valentia
Chiesa di Santa Ruba, sec. XI San Gregorio d'Ippona(VV)
[modifica] Aree archeologiche
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Magna Grecia e Museo Nazionale della Magna Grecia.
Le molteplici dominazioni in Calabria hanno fatto sì che la Calabria sia piena di luoghi d'interesse archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche divise per provincia:
Provincia di Catanzaro:
Scolacium, situato in località Roccelletta di Borgia, confinante col quartiere Lido del comune di Catanzaro : Parco archeologico Scolacium;
scavi di Terina, nei pressi del quartiere S. Eufemia Vetere del comune di Lamezia Terme;
Provincia di Cosenza:
scavi delle antiche città di Thurii e Sibari;
scavi di Laos, nei pressi di Santa Maria del Cedro;
Grotta del Romito a Papasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico.
Blanda antica città rupestre, cui restano alcuni ruderi e testimonianze del luogo, alle porte di Tortora
provincia di Crotone:
Kroton, oggi Crotone: Capo Colonna (Tempio di Hera Lacinia) ed il parco archeologico circostante ed il museo archeologico nazionale presso il parco dove è conservato un preziosissimo diadema d'oro dedicato alla dea Hera.
scavi dell'antica città di Krimisa, nei pressi di Cirò Marina;
provincia di Reggio Calabria:
Rhegion oggi Reggio: parco archeologico Griso-LaBoccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul lungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in piazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra Santa Caterina e San Giorgio Extra, resti dell'Odéon di Reggio in via XXIV maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d'epoca romana sul lungomare Falcomatà;
Locri Epizefiri, a sud dell'odierna Locri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina;
Kaulon, nei pressi di Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare;
scavi di Medma, oggi Rosarno;
scavi di Taurianum, oggi Taureana di Palmi;
scavi di una villa romana in contrada Palazzi a Casignana;
scavi di un teatro greco a Marina di Gioiosa Ionica
Provincia di Vibo Valentia:
Hipponion, oggi Vibo Valentia: mura della città greca in due tratti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull'altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV aprile e di un impianto termale nella contigua località Sant'Aloe;
altri scavi in provincia: resti di una villa romana a 4 km ovest dell'area aeroportuale militare, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico; Altri minnumerevoli insediamenti in particolar modo di età romana sono stati localizzati in tutta la provincia ma sono tuttora da scavare.
[modifica] Amministrazioni
Le cinque province calabresi
La regione è divisa in cinque province:
Catanzaro (15,9% km²)
Comuni della provincia di Catanzaro (80)
Cosenza (44,1% km²)
Comuni della provincia di Cosenza (155)
Crotone (11,4% km², dal 1992)
Comuni della provincia di Crotone (27)
Reggio Calabria (21,1% km²)
Comuni della provincia di Reggio di Calabria (97)
Vibo Valentia (7,6% km², dal 1992)
Comuni della provincia di Vibo Valentia (50)
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio
Vibo Valentia
[modifica] Natura, parchi nazionali, aree protette e siti di interesse comunitario
La natura montagnosa del territorio e lo scarso sviluppo demografico-industriale di molte zone della regione hanno permesso di preservare la maggior parte delle bellezze naturalistiche; infatti in Calabria sorgono tre importanti parchi nazionali:
Parco Nazionale dell'Aspromonte;
Parco Nazionale della Sila;
Parco Nazionale del Pollino.
Segue un elenco dei siti della Calabria di rilevante importanza in ambito europeo, riferiti alla regione biogeografica mediterranea. Le località, definite "Siti di Interesse Comunitario", e spesso indicate con l'acronimo SIC, sono state proposte sulla base del Decreto 25 marzo 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005 e predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 92/43/CEE.
▼ espandi
Parco Nazionale dell'Aspromonte
▼ espandi
Parco Nazionale del Pollino
▼ espandi
Parco nazionale della Sila
▼ espandi
Altre Aree Protette
▼ espandi
Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e (ZPS)
[modifica] Criminalità organizzata
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce 'Ndrangheta.
(EN)
« If it were not part of Italy, Calabria would be a failed state[18] . »
(IT)
« Se non fosse parte d'Italia, la Calabria sarebbe uno stato fallito. »
(J. Patrick Thrun, US-Agente diplomatico a Napoli (2008))
[modifica] Trasporti e infrastrutture
[modifica] Strade e autostrade
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco delle Autostrade e delle strade statali della Calabria.
L'Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria), è l'arteria stradale principale della regione, naturale prolungamento dell'Autostrada del Sole, collega la Calabria con il resto d'Italia percorrendo l'itinerario tirrenico da Reggio verso nord (Basilicata), passando per Vibo Valentia, Lamezia Terme e Cosenza.
La regione è poi attraversata da numerose strade statali che collegano tra loro le principali città ed i centri minori:
SS18 Tirrena Inferiore, che attraversando la Calabria tirrenica, la Basilicata e la Campania, collega Reggio con Napoli;
SS106 Jonica, che attraversando la Calabria jonica, la Basilicata e la Puglia, collega Reggio con Taranto;
SS107 Silana Crotonese, che collega Crotone a Paola, passando per Cosenza;
SS109 della Piccola Sila, che collega Nicastro sul versante tirrenico con Cutro su quello jonico, passando per i monti della Sila;
SS110 di Monte Cucco e Monte Pecoraro, che attraversando alcuni comuni delle serre calabresi collega la costa jonica a quella tirrenica da Monasterace a Pizzo dove si innesta sulla SS18;
SS182 delle Serre calabre, che collega la costa tirrenica a quella jonica da Vibo Marina passando per Vibo Valentia e termina a Soverato, dove si innesta sulla SS106;
SS280 dei Due Mari, che innesta la SS18 da Lamezia Terme per Catanzaro;
SS283 delle Terme Luigiane, che da Guardia Piemontese a Spezzano Albanese connette il tirreno cosentino allo ionio cosentino
SS682 Jonio-Tirreno (Gioiosa-Rosarno), che innesta l'Autostrada A3 da Rosarno per Marina di Gioiosa Ionica collegando il tirreno reggino allo ionio reggino.
[modifica] Linee ferroviarie
Ferrovie dello Stato:
Asse tirrenico da Reggio Calabria verso Napoli
(attraversando Gioia Tauro, Vibo Valentia, Lamezia e Paola)
Asse ionico da Reggio Calabria verso Taranto
(attraversando Roccella, Catanzaro, Crotone e Sibari)
Tronco marino Villa San Giovanni - Messina
Tronco tirrenico Rosarno - Tropea - Vibo Marina - Lamezia Terme
Tronco Lamezia Terme - Settingiano - Catanzaro
Tronco Cosenza - Paola
Tronco Castiglione Cosentino - Sibari
Ferrovie della Calabria (ex Ferrovie Calabro Lucane):
Cosenza - Catanzaro Città - Catanzaro Lido
Cosenza - Camigliatello - San Giovanni in Fiore
Gioia Tauro - Cinquefrondi
Gioia Tauro - Palmi
[modifica] Principali Porti
Porto di Gioia Tauro (I classe) infrastruttura industriale ed è il più grande scalo commerciale del mediterraneo
Porto di Vibo Marina (II classe) a funzione turistica, commerciale e industriale.
Porto di Reggio Calabria (II classe) sede della direzione marittima della regione è un'infrastruttura a carattere commerciale/industriale con una parte dedicata alla nautica da diporto, è collegato prevalentemente con Messina, con le Isole Eolie e con Malta. Con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno, è il primo della regione ed il secondo in Italia nel settore[19].
Approdo di Villa San Giovanni (RC) è una struttura orientata esclusivamente ai trasporti, collega infatti il traffico ferroviario ed il grande traffico stradale tra Calabria e Sicilia
Porto di Palmi (II classe) scalo turistico peschereccio e porto rifugio della Costa Viola, sorge nel litorale della Tonnara.
Porto di Crotone (II classe) con un bacino mercantile ed uno per la pesca ed il diporto
Porto di Corigliano (II classe) grande scalo, Commerciale-peschereccio
Porto di Tropea a funzione prevalentemente turistica
[modifica] Aeroporti
Aeroporto di Lamezia Terme (SUF)
Aeroporto di Reggio Calabria (REG)
Aeroporto di Crotone (CRV)
Aeroporto/Eliporto militare di Vibo Valentia
Nella tabella sono riportati i dati complessivi dei passeggeri negli aeroporti (Crotone, Lamezia Terme e Reggio Calabria).
Anno Passeggeri
2010 2.568.663
2009 2.208.460
2008 2.131.615
2007 2.148.330
2006 2.069.146
2005 1.646.431
2004 1.650.588
2003 1.664.284
2002 1.392.887
2001 1.129.516
2000 1.376.383
[modifica] Sport
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Calabria.
[modifica] Voci correlate
Calabresi
Progetto Calabria
Cucina Calabrese
Palazzo Campanella
Presidenti della Calabria
Storia amministrativa della Calabria
Variazioni amministrative della Regione Calabria
Regio III Lucania et Bruttii
Simboli della Calabria
Ducato di Calabria
Storia della Calabria
'Ndrangheta
Ammazzateci tutti
Mezzogiorno
[modifica] Note
^ [1] PIL pro capite a parità di potere d' acquisto, dati Istat relativi al 2009
^ [2] Dati Istat 2007
^ Dato Istat al 30/11/2010
^ http://www.quicalabria.it/inprimopiano.asp?id_s=2&search=2&id_a=7732&pg=8&gp=1
^ a b c d van Dijk, J.P. (1992); Late Neogene fore-arc basin evolution in the Calabrian Arc (Central Mediterranean). Tectonic sequence stratigraphy and dynamic geohistory. With special reference to the geology of Central Calabria. Geologica Ultrajectina, 92, 288 pp.; si vedano i riferimenti nella lista bibliografica di quest'opera, e anche: van Dijk, J.P., Bello, M., Brancaleoni, G.P., Cantarella, G., Costa, V., Frixa, A., Golfetto, F., Merlini, S., Riva, M., Toricelli, S., Toscano, C., and Zerilli, A. (2000); A new structural model for the northern sector of the Calabrian Arc. Tectonophysics, 324, 267-320.
^ Secondo
^ Istituto di storia del Risorgimento italiano Comitato cosentino, I martiri cosentini del 15 marzo 1844 : celebrazione ad iniziativa della consulta del comitato cosentino del Regio Istituto di storia del Risorgimento italiano: 15 marzo 1937 , Cosenza, SCAT, 1937.
^ Felice Venosta, I fratelli Bandiera e loro compagni martiri a Cosenza : notizie storiche , Milano, C. Barbini, 1863.
^ a b Dati Istat - Tavole regionali
^ http://www.ilsole24ore.com/speciali/redditi_comuni_08/comuni_redditi08_regioni_calabria.shtml
^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 138.
^ Nomi d'Italia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009, p. 70.
^ Carlo Battisti; Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, I, p. 665.
^ Bilancio demografico mensile aggiornato al 30-11-2010 (DATI ISTAT)
^ Bilancio demografico aggiornato al 31-12-2009 (DATI ISTAT)
^ Secondo
^ CITTA'%20D'ARTE ASCA (agenzia stampa quotidiana nazionale)
^ Wikileaks:Cablegate, CAN CALABRIA BE SAVED?, (ID:08NAPLES96), cavo di 6 giugno 2008, edito 7 gennaio 2011, ritirato 14. gennaio 2011.
^ dati Istat 2006, vedi Lista dei porti italiani per flusso di passeggeri.
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